Caricamento... Attendere...Brut: indica uno spumante con un residuo zuccherino tra i 10 ed i 15 g/L. Fra le tipologie classiche di Prosecco è quella con il residuo zuccherino inferiore.
Questa è la versione di Prosecco Spumante più moderna, impostasi anche a livello internazionale. Ha ricchezza di profumi, con sentore d'agrumi e vegetale verde, una peculiare anche se leggera nota di pane e una vivace energia gustativa. Si fa notare per il suo perlage finissimo, la persistenza del sapore, la pienezza pur delicata del gusto. Servito freddo, a 6-8 °C, è ottimo in tutte le occasioni, anche le più impegnative; in tavolava bene per tutto il pasto, sia con pesce che con carni leggere.
Cartizze: il Prosecco di Valdobbiadene Superiore di Cartizze è un vino spumante DOCG la cui produzione è consentita all'interno di un'area ristretta di 106 ettari, nel comune di Valdobbiadene (Treviso), comprendente le frazioni di Saccol, S. Pietro di Barbozza e S. Stefano. Questa è riconosciuta come zona di produzione di qualità eccellente per via delle caratteristiche del microclima e del territor: il terreno proviene dalla remota sollevazione del fondo marino Sopra la roccia primitiva si è andato consolidando nel tempo uno strato di terreno formato da morene, erenarie ed argille, che favoriscono il drenaggio superficiale delle acque piovane in stallo sullo strato impermeabile roccioso, creando così una preziosa riserva d'acqua cui le viti possono attingere anche nei periodi più siccitosi.
Un'ipotesi accreditata sembra essere quella che fa derivare il nome Cartizze da "gardiz o gardizze", espressione locale che indica i graticci usati per l'appassimento delle uve. Nella zona del Cartizze infatti, l'uva viene vendemmiata tardi, quando mostra i primi segni di appassimento naturale. Ciò conferisce al vino una concentrazione di aromi e sapori di intensità inusuale.
Il suo colore è più intenso di quello del normale Prosecco, con riflessi luminosi aurei; ha una stupenda complessità di profumi di frutta matura, come la mela, la pera, e gli agrumi, e profumi floreali, in particolare la rosa, con alla fine un gradevole retrogusto che richiama le mandorle glassate. Il sapore è morbido, pieno, convincente, sostenuto da un leggero e finissimo perlage che si espande in bocca se si sorseggia a lungo.
Il Cartizze viene spumantizzato quasi esclusivamente nella versione Dry, con una produzione di circa 1 milione di bottiglie all'anno. Spumante da fine pasto è ottimo con i dolci della tradizione, dalla pasta frolla alle crostate, ai biscotti fatti in casa. Va servito freddo, a 7-8 °C, nell'apposita flute.
Charmat: fu il casalese Federico Martinotti (1860-1924), direttore dell’Istituto Sperimentale per l’Enologia di Asti, ad inventare e brevettare nel 1895 il metodo di rifermentazione controllata in grandi recipienti, poi adottato dal francese Charmat.
Il metodo Martinotti-Charmat permette di ottenere spumanti, dalle caratteristiche note fruttate, per mezzo di recipienti a tenuta stagna tipo autoclave. Questo metodo ha trovato larga diffusione in quanto più idoneo alla produzione di vini spumanti utilizzando vitigni aromatici o fruttati (come il Prosecco). Infatti la lunga sosta su lievito tipica del metodo Champenoise nuocerebbe all’espressione del profumo dei vini derivati dai suddetti vitigni.
Cuvée: è il risultato dell'assemblage di vini tranquilli provenienti da vitigni, crus ed annate diverse, che con l'aggiunta di zucchero e lieviti darà luogo alla presa di spuma.
DOC: la Denominazione di Origine Controllata, nota con l'acronimo DOC, è un marchio di origine Italiano che certifica la zona di origine e delimitata della raccolta delle uve utilizzate per la produzione del vino sul quale è apposto il marchio; esso viene utilizzato per designare un prodotto di qualità e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse all'ambiente naturale ed ai fattori umani e rispettano uno specifico disciplinare di produzione approvato con decreto ministeriale.
Tali vini, prima di essere messi in commercio, devono essere sottoposti in fase di produzione ad una preliminare analisi chimico-fisica e ad un esame organolettico che certifichi il rispetto dei requisiti previsti dal disciplinare; il mancato rispetto dei requisiti ne impedisce la messa in commercio con la dicitura DOC.
DOCG: la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, nota con l' acronimo DOCG, è un marchio di origine Italiano che indica al consumatore l'origine geografica di un vino.
Il nome della DOCG è indicato obbligatoriamente in etichetta e consiste o semplicemente nel nome geografico di una zona viticola (ad esempio Barolo), o nella combinazione del nome storico di un prodotto e della relativa zona di produzione (ad esempio Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene).
La categoria dei vini DOCG comprende i vini prodotti in determinate zone geografiche nel rispetto di uno specifico disciplinare di produzione, approvato con Decreto Ministeriale.
Le DOCG sono riservate ai vini già riconosciuti DOC da almeno cinque anni che siano ritenuti di particolare pregio, in relazione alle caratteristiche qualitative intrinseche, rispetto alla media di quelle degli analoghi vini così classificati, per effetto dell'incidenza di tradizionali fattori naturali, umani e storici e che abbiano acquisito rinomanza e valorizzazione commerciale a livello nazionale ed internazionale.
Tali vini, prima di essere messi in commercio, devono essere sottoposti in fase di produzione ad una preliminare analisi chimico-fisica e ad un esame organolettico che certifichi il rispetto dei requisiti previsti dal disciplinare; l'esame organolettico inoltre deve essere ripetuto, partita per partita, anche nella fase dell'imbottigliamento. Per i vini DOCG è infine prevista anche un'analisi sensoriale (assaggio) eseguita da un'apposita commissione; il mancato rispetto dei requisiti ne impedisce la messa in commercio con il marchio DOCG.
Dry: indica uno spumante con un residuo zuccherino tra i 17 ed i 35 g/L. Fra le tipologie di Prosecco classiche è quella con il residuo zuccherino più elevato.
Extra Dry: indica uno spumante con un residuo zuccherino tra 12 ed i 20 g/L. Fra le tipologie di Prosecco classiche è quella con il residuo zuccherino intermedio.
E' il più classico tra i Prosecco Spumante, di colore paglierino brillante, che mantiene u'accattivante aromaticità varietale; è sapido, ricco di profumi che ricordano la mela e la pera, con un leggero sentore d'agrumi che sfocia nel floreale. L'abboccato è morbido e nel contempo asciutto ; va servito intorno ai 7-8 °C. Splendido sempre con i frutti di mare, le paste delicate, le carni bianche, i formaggi freschi anche erborinati, i biscotti e i dolci secchi. Risulta molto gradevole come aperitivo antimeridiano.
Frizzante: è la versione del Prosecco più antica; così infatti i vignaioli lo realizzavano già nei secoli scorsi in modo del tutto artigianale. Armonizza i profumi e i sapori caratteristici dell'uva con la vivacità delle bollicine, risultando fresco e molto godibile. Ha un piacevole sentore floreale e fruttato, con prevalenza di verde mela. Va servito sugli 8-10 °C; è sempre gradevole fuori pasto come aperitivo e , volendo, può essere bevuto a tutto pasto, naturalmente abbinato a piatti leggeri.
Il vino base è ottenuto per accurata fermentazione in bianco, sino a quasi totale esaurimento dello zucchero naturale originario (una traccia di zuccheri collabora a conservare il fruttato), poi il vino viene lasciato sottostare ai freddi invernali che lo spogliano dei tartrati e ne provocano l'illimpidimento. In primavera, al vino vengono aggiunti i lieviti selezionati, capaci di fermentare sotto pressione e a temperature piuttosto basse, e dello zucchero in quantità tali da ottenere, con la sua successiva fermentazione, la pressione voluta. Alla fine della fermentazione non rimane che lo zucchero voluto per garantire l'amabilità. Il vino fermenta a una temperatura sui 15°C e dopo una quindicina di giorni o più raggiungerà la voluta pressione. A questo punto la rifermentazione viene bloccata affinché rimanga la dose desiderata di zucchero residuo, mediante la refrigerazione delle autoclavi. In tal modo il lievito cala al fondo e il vino, dopo 8-10 giorni di sosta a tale temperatura, viene passato, con opportuni accorgimenti che permettono di non perdere pressione, in altre autoclavi da cui poi si passa subito all'imbottigliamento. Nella fermentazione consueta, in autoclave, il Prosecco Frizzante armonizza la fragranza dei profumi variegali dell'uva con il pizzicare delicato dell'anidride carbonica, in un' unione che da una grande freschezza.
Per il Frizzante, come imbottigliamento, viene usata la bottiglia Champagnotta, di colore verde, che garantisce la protezione del vino dalla luce. Le bottiglie vengono poi riposte in cantine al buio, dove riposano a temperature e umidità costanti, permettendo in questo modo al vino di maturare.
Grappa: Il distillato principe della Marca Trevigiana è la grappa. Il termine “grappa” viene comunemente usato per l’acquavite ottenuta attraverso la distillazione delle vinacce, ricca di profumi e di sapori.
Si dice che la distillazione delle vinacce sia incominciata nel Veneto tra il 1200 e il 1300, quando Venezia era un importante mercato di acquavite di vino e di vinaccia che esportava in Germania e Oriente, come rimedio contro la peste e la gotta. Proprio perché doveva servire esclusivamente a scopi terapeutici, la produzione della grappa era riservata ai farmacisti e ai medici: per questo, nel 1601, sempre a Venezia, nacque la “Congrega dell’Università degli Acquavitai”.
L’apparecchio tuttora utilizzato per produrre la grappa “artigianale” è un alambicco (o “lambicco”), ovvero una caldaia in cui si pongono le vinacce: il vapore che se ne sprigiona viene raccolto e portato allo stato liquido in una tubatura dove si condensa. Questo procedimento richiede molta attenzione affinchè non si brucino le vinacce. Attualmente la grappa è stata rinnovata nel suo gusto attraverso tecnologie che consentono alle vinacce una fermentazione “controllata”, così come avviene per l’uva. Con questi procedimenti è nata una nuova generazione di grappe leggere e fruttate, in grado di soddisfare i gusti più moderni che cercano naturalità e finezza.
Magnum: è un tipo di bottiglia modello champagnotta della capacità di 1,5 Litri, solitamente usata per vini spumanti.
Tranquillo: rappresenta la tipologia meno conosciuta al di fuori della zona di produzione. Il colore è paglierino delicato, i profumi sono di mela, pera, mandorla e miele di mille fiori. La struttura soave e persistente, con un retrogusto leggermente amaro che ricorda la mandorla, lo rende capace di mostrare un profilo del Prosecco più articolato e profondo.
Il carattere del vitigno impone che solo la parte più preziosa di uve provenienti dai vigneti più fitti, e quindi con solo pochi grappoli per ceppo, dopo una completa maturazione, venga destinato alla produzione del Prosecco Tranquillo. Spesso, durante la vinificazione si procede ad una breve criomacerazione delle bucce, in modo da ottenere un vino con maggiore ampiezza aromatica e con una struttura più piena. Il vino base è ottenuto per accurata fermentazione in bianco, sino a quasi totale esaurimento dello zucchero naturale originario.
Si abbina perfettamente ad antipasti di terra/mare, bocconcini marinati, antipasti di pesce, minestre in brodo e carni bianche. Si consiglia di berlo ad una temperatura di 10-12 °C, entro i primi due anni di vita.
Passito: Vino derivante da una tecnica particolare di vinificazione: l'uva, vendemmiata nel mese di Ottobre, viene disposta ad appassire su graticci in ambienti asciutti e ben areati fino alle settimane precedenti il Natale. Solo allora viene pigiata ed il vino ottenuto è messo a maturare in botticelle di rovere, con travasi mensili, e in primavera, appena illimpidisce, viene imbottigliato.
Prosecco: quello che per molti tempo è stato un vitigno a tutti gli effetti si ritiene fosse originario delle colline carsiche, a nord di Trieste: qui esiste una località omonima e un vitigno molto simile, il Glera. Si hanno tuttavia testimonianze della coltivazione del Glera nella pedemontana Trevigiana già a partire dalla fine del VI secolo d.C. Il Glera coltivato in questa zona ha poi assunto negli anni il nome di "Prosecco". A loro volta il Glera ed il Prosecco hanno un antenato comune di origine molto più antiche, che risalgono all'epoca Romana. Questo vitigno, denominato Pucino (Pucinum) era molto apprezzato, al punto che l'Imperatrice Livia, moglie di Augusto, lo considerava il segreto della sua vecchiaia: " nec aliud aptius medicamentis indicatur" (nessun altro vino è più indicato per uso medicinale)
Dal 1° Agosto 2009 tuttavia la parola Prosecco non indica più un vitigno ma un vino a denominazione di origine controllata (vedi DOC), sottoposto a regole precise. Il nuovo Prosecco DOC identifica la produzione di un territorio ampio, composto da 9 province e due regioni: Veneto e Friuli Venezia Giulia.
La zona di Conegliano Valdobbiadene, area storica di produzione che si fregia della DOC dal 1969, è ora stata promossa a DOCG, conquistando così il vertice della piramide qualitativa dei vini italiani. Il nome del vino prodotto in queste colline è "Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene DOCG".
Il vino va prodotto con uve della varietà Glera ammettendo, eventualmente, l'apporto d'uve bianche della varietà Bianchetta, Perera e Verdisio, in quantità non superiore al 15%.
Rive: questa tipologia identifica le selezioni di Prosecco DOCG provenienti dalle singole località e ha regole di produzione ancor più restrittive. E' sostanzialmente equivalente al cru francese e permette al consumatore di scoprire che ogni collina ha un carattere unico. Esempio classico è il Cartizze, da sempre simbolo della vocazione di questo territorio all’eccellenza.
Sur lie: è un Prosecco Frizzante DOC (cfr.) che prevede la rifermentazione e conservazione sui lieviti in bottiglia. E' l'autentico ambasciatore della tradizione del vignaiolo: un vino essenziale, asciutto, digeribile e leggero. Il colore è il caratteristico paglierino leggero; al naso l'aroma è ricco di sentori floreali e fruttati con un prevalere di mela acerba e limone. Il sapore, sorretto dalla carbonica, offre tutta la sua delicatezza in un armonico equilibrio.
Spumante: i vini spumanti sono quei vini caratterizzati, all'apertura della bottiglia, dalla produzione di spuma, dovuta alla presenza all'interno della stessa di anidride carbonica non aggiunta dall'esterno ma prodotta per fermentazione. All'atto dell'apertura della bottiglia il prodotto all'interno deve avere una sovrappressione non inferiore a 3,5 bar ad una temperatura ambiente di 20 °C per i DOC.
Per la produzione del Prosecco Spumante si preferisce utilizzare le uve mature di alta collina, capaci di esprimere una aromaticità più piena, ma soprattutto una acidità che meglio si adatta alla conservazione. Per assicurare un prodotto equilibrato e completo si utilizzano partite diverse per provenienza, epoca e vendemmia. La spumantizzazione avviene in autoclavi in acciaio inox, per aggiunta di zucchero e fermenti naturali. Durante questa fase (presa di spuma), la temperatura viene abbasata in modo da fermare la fermentazione e mantenere una certa quantità di zuccheri, che assicurano il sapore, l'equilibrio e l'armonia desiderati da produttore. Dopo un periodo di riposo avviene l'imbottigliamento e la ferma per 30-40 giorni in ambiente buio a temperatura ed umidità controllate.